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La storia del Carnevale di Ronciglione

Il Carnevale è la manifestazione culturale più antica ed importante; questa intesa come festa di trasgressione con un temporaneo scioglimento dagli obblighi sociali e dalle gerarchie per lasciar posto al rovesciamento dell'ordine, allo scherzo e anche alla dissolutezza.
La parola carnevale deriva dal latino "carnem levare" ("eliminare la carne") poichè anticamente indicava il banchetto che si teneva l'ultimo giorno di carnevale (martedì grasso), subito prima del periodo di astinenza e digiuno della Quaresima.
Il teatro a Ronciglione ha antiche tradizioni, già nel 1500/1600 fu curato dall'Accademia locale dei Desiderosi sotto il patrocinio della Casa Farnese, l'attitudine teatrale che ha distinto nel passato i ronciglionesi per le pubbliche allegrezze trova mirabile conferma nella maschera teatrale di Ettore Petrolini, figlio di genitori ronciglionesi, romano solo per caso.
Continua con la commedia il Naso Rosso, di Luciano Mariti, che può essere considerata opera ridicolosa per spirito comico e per dialetto, in versione moderna. (Francesco M. D'Orazi).

Citiamo alcuni versi da editti e programmi:

Anno 1748, editto sopra carnevale: ....durante il Bagordo carnevalesco, si tollerano le maschere oneste, ma non nei giorni festivi nè di venerdì. Nell'ultima sera di carnevale, prima di mezzanotte, debbono cessare le rappresentazioni comiche, festini, maschere e qualsiasi genere di divertimento carnevalesco, sotto gravissime pene pecuniarie, ai ciarlatani, ai saltibanchi e istrioni, pene corporali se per i loro insipidi divertimenti non hanno nostra licenza. SI PROCEDERA' ANCHE PER INQUISIZIONE.

Anno 1870, ....: si decreta che gli osti, debbano diminuire il prezzo del vino, che alle carni sia pure ribassato il costo, perch'il povero possa aver un po' di conforto dall'ombelico in giù, e gli uomini debbano abbandonare il contegno riservati, che le donne o belle o brutte si diano al bel tempo. Il getto dei fiori, dei coriandoli, dei confetti e di ogni altra galanteria, esclusi le pigne e i sassi sarà per tutti obbligatorio.

Anno 1903...: si decreta che tutti i ronciglionesi si abbandonino alla baldoria senza affatto curare il tempo e il denaro. In caso di pioggia occorrerà l'ombrello.

Anno 1920...: dopo guerra, dal Gran Carnevale, in Ronciglione....Voi, dopo 41 mesi di torture nelle trincee, di pericoli nei combattimenti affrontati e valorosi. Voi che volete un sollievo dopo lunghe e laboriose sedute, dopo ostacoli che pareano insormontabili..., voi lasciati gli strumenti del lavoro vi riverserete nelle strade sotto i più variopinti e ridevoli costumi...

Anno 1939...: dal XVII Era Fascista Gran Carnevale Ronciglione....di star con voi al fine è giunta l'ora / perciò ogni pena vada alla malora/ A voi ritorna ancor più battagliero / di gioia e di lazi più foriero / A te ritorno Ronciglione amata / che sei la mia dimora beata.

In quest'anno fu costituita un'ammenda a chi indossava gli abiti borghesi, carezze e premi alle maschere e ribassi ferroviari del 50%. (Flaviano F. Fabbri)
In conclusione, il carnevale di Ronciglione fonde motivi propri della cultura cittadina a quelli culturalmente più evoluti derivati dallo storico carnevale Romano, tre sono le componenti, scandite dai ritmi e dalle enfasi di un cerimoniale, identico a se stesso da tempi lontani:
1. Il suono del Campanone, che annuncia l'inizio del periodo estivo;
2. Il rito della morte di Re Carnevale, così composto da un corteo funebre segnato da lamenti, che accompagna il fantoccio al suo inevitabile destino, muniti di torce che, una volta volato via con un pallone aerostatico, vengono gettate a terra a formare piccoli fuochi attorno ai quali si compie Rito del Saltarello;
3. Il saltarello, un ballo decisamente ritualizzato, la musica che lo accompagna ha due distinti temi, il primo lento e grave, come una marcia funebre, durante il quale i partecipanti arrivano a rimanere immobili e accovacciati, il secondo, brioso e mosso nel quale i partecipanti girano in tondo velocemente. (Quirino Galli)

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