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"Il vento passa fila e va senza controllo". Note sulla splendida mostra organizzata dal CRA-CMA presso Il Collegio Romano

"Il vento passa, fila e va senza controllo". Così scriveva tra il 1964 e il 1968 un osservatore meteorologico di Rovereto esasperato dalla negligenza del suo superiore che, a seguito della rottura dell'anemometro dell'osservatorio della sua città, non provvedeva ad ordinarne la sostituzione.".

Collegio Romano - Vecchio Osservatorio

E' una delle tante storie aneddotiche e colme di umanità e passione per il proprio lavoro che emergono dallo sterminato archivio di dati meteorologici dell' "Unità di Ricerca per la meteorologia e la climatologia applicate all'agricoltura" (CMA), recentemente oggetto di un enorme e ammirevole lavoro di studio meticoloso da parte del gruppo di ricercatori del CMA (il Consiglio di Ricerche per la Sperimentazione in Agricoltura) struttura dell'ente CRA (Consiglio per la Ricerca e la Sperimentazione in Agricoltura).

Un lavoro di studio di tutte le osservazioni meteorologiche cartacee e delle relative annotazioni al margine, trascritte nei diversi osservatori italiani e raccolte nel centro del Collegio Romano dove per decenni, dalla fine dell'800 e fino alla nascita del Servizio meteorologico dell'Aeronautica Militare, L'Ufficio Centrale di Meteorologia (UCM), antenato dell'attuale CMA ha coordinato la meteorologia nazionale (sia per la raccolta dei dati che per le elaborazioni previsionali).

A seguito di quest'opera meticolosa di recupero e riordinamento dei dati meteorologici, il CRA ha organizzato una bellissima mostra didattica sul tema delle osservazioni meteorologiche e della storia della meteorologia italiana, presso il Collegio Romano.

Un primo appuntamento è stato organizzato il 16 e 17 Ottobre; un secondo l'8 Novembre. Maria Carmen Beltrano e Luigi Iafrate i responsabili della mostra e le nostre appassionate guide durante la visita; Eleonora Gerardi, addetta alla ricerca di archivio e all'allestimento) e Alessandra Saloni, curatrice dell'editing del filmato di apertura!

Come gruppo di appassionati e studiosi della meteorologia abbiamo avuto il piacere e il privilegio di assistere alla mostra in entrambe le occasioni.
L'evento è stato introdotto da un filmato didattico e di cronaca storico-meteorologica elaborato dai ricercatori del centro (editing di Alessandra Saloni). Un misto riuscitissimo di meteorologia, storia sociale e politica, poesia e sentimento.

Sullo schermo scorrevano dapprima i testi delle annotazioni sullo stato del tempo, redatte dagli osservatori in stili assai diversi, alternando descrizioni semplici e scarne ad altre elaborate e liriche

Decine e decine di diverse espressioni per indicare il carattere della pioggia, della neve, della nebbia, del freddo, del caldo, di un temporale. Grafie diverse, tempi diversi, epoche storiche diverse, contesti diversi, luoghi diversi: ma sempre il medesimo trasporto e la medesima passione.

Poi il filmato ci mostrava le annotazioni al margine di carattere non meteorologico, bensì storico-sociale e politico e, talvolta, personale. Osservatori attenti non solo ad annotare lo stato del tempo, ma anche lo stato del proprio tempo. E così da un decennio ad un altro si passa dalla presa di Roma del 1870, alle note dolorose delle guerre mondiali, con dettagli sugli eventi più catastrofici come i bombardamenti delle città italiane nel quinquennio 1940-1945, fino alle note su eventi del secondo dopoguerra (come le occupazioni universitarie ed altri eventi politici).

La meteorologia che diviene un sottofondo costante della storia civile del paese, delle sue città e dei suoi territori. Oppure, se la si vuole vedere al contrario, la storia umana che fa da costante sottofondo delle eterne e grandiose dinamiche della natura e dei fenomeni atmosferici. In ogni caso un connubio poetico ed emozionante che non può lasciare indifferenti!

Dopo la visione del filmato, gli organizzatori ci hanno condotto tra i corridoio del Collegio Romano.

Archivio del Collegio Romano

Una vera e propria miniera di faldoni esposti sulle librerie, sei milioni di dati per ogni variabile meteorologica, esposti tra gli scaffali di quelle antiche mura. Non si può certo nascondere una certa emozione per meteoappassionati come noi nel percorrere quegli spazi con lo sguardo pensando alla mole di testimonianze meteorologiche dei tempi che furono.

Siamo stati quindi portati in una bellissima sala affrescata dove erano state esposte numerose testimonianze cartacee delle osservazioni meteorologiche del passato con le annotazioni storiche e sociali più significative, nonché i voluminosi testi contenenti le antiche mappe delle isobare e delle isoterme disegnate a mano dai meteorologici del collegio.

Carte notevolissime per l'epoca, considerando la relativa scarsità di dati su scala Europea di cui si disponeva. Lettura non certo immediata per noi appassionati abituati alla grafica assai diversa e di maggior dettaglio delle attuali carte del tempo consultabili su internet! E tuttavia alcuni tentativi di interpretazione li abbiamo fatti. In fondo alte e basse pressioni si intuiscono bene. Ecco una delle carte che ci sono passate sotto gli occhi appartenente al voluminoso libro relativo all'anno 1912 (mese di Dicembre, giorno 21).
Si noti la maggior precisione delle isobare in sede italiana (l'area per la quale, ovviamente in Italia, si disponeva di un maggior numero di rilevazione usate per i "presagi"- le antiche previsioni-) e il minor dettaglio per il resto d'Europa. Di certo non può sfuggire la presenza di una forte alta pressione russa.

Carta sinottica del passato

Prima di lasciarci liberamente spulciare carte, documenti, foto e ogni altra testimonianza della meteorologia che fu, le nostre guide ci hanno raccontato altri interessantissimi dettagli relativi alla storia istituzionale della meteorologia italiana nonché più dettagliati aneddoti sulle note delle osservazioni meteorologiche.

Degna di nota, infine, (al primo appuntamento della mostra cui abbiamo assistito) la salita alle terrazze dell'edificio dove è collocata la storica stazione meteorologica del Collegio Romano situata sulla Torre Calandrelli in una posizione forse un po' inusuale rispetto alle attuali norme OMM, ma sicuramente, grazie alla stabilità nel tempo dell'installazione, garante della perfetta continuità di una lunga e preziosissima storica che inizia dal lontano 1782 per arrivare ai nostri giorni. Una fonte inesauribile di dati comparabili per comprendere le vicessitudini della meteorologia sulla città di Roma e studiare i cambiamenti climatici occorsi, la cadenza dei grandi eventi estremi ed ogni altro dettaglio di interesse climatologico.

La visita si è conclusa con l'ammirazione (e spiegazione) del funzionamento di alcuni sismografi antichi esposti nel corridoio di accesso alle stanze dove lavorano i ricercatori del centro. Ecco un'immagine che ritrae da vicino questi antichi strumenti capaci di notevoli prestazioni.

Antica strumentazione sismografica

La ciliegina sulla torta, a conclusione della visita è stata in chiusura la disponibilità dei libricini della serie storica 1993-2010 di tutti i dati meteorologici della stazione del Collegio, nonché due piccoli volumi sulle precipitazioni e sulla neve a Roma che naturalmente non abbiamo esitato a prendere

Chi, come noi, ama la meteorologia per passione, e crede nell'indiscutibile utilità sociale di questa meravigliosa scienza, non ha potuto che apprezzare tantissimo il significato della mostra allestita dai ricercatori del CRA-CMA.
Proprio in questi giorni nelle nostre zone abbiamo assistito da vicinissimo al terribile evento alluvionale che si è scatenato sulla Tuscia settentrionale, la Maremma e l'Umbria occidentale cercando nel nostro piccolo di stimolare una forte operazione informativa e preventiva.

La consapevolezza del fortissimo impatto socio-economico e, più in generale, umano (a tutti i livelli) che la meteorologia come scienza ha da sempre su tutte le attività sociali, ha reso per noi ancor più ammirevole il lavoro quotidiano del CRA, espressione della scienza meteorologica e climatologica più seria che opera nel nostro paese.

Un grande ringraziamento va a tutti i ricercatori del CRA, in particolare ai nostri ciceroni Maria Carmen Beltrano e Luigi Iafrate che hanno avuto la pazienza di guidarci (per ben due volte) tra le testimonianze di questo luogo pieno di storia.

Lorenzo Dorato
a nome di tutto lo Staff di MeteoTuscia

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