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"Paese che vai...Natale che trovi"

Siamo giunti all’ultima decade dell’ultimo mese dell’anno e, come al solito, alla tradizione vera e propria, quella religiosa, si accompagnano usi e ricorrenze non da meno.
Cambia solamente l’ultima cifra del millennio ma il resto sembra ripetersi ciclicamente.
Mi riferisco al tentativo di un’organizzazione perfetta, o quasi, a partire dalle pietanze e dai regali, fino alla scelta della giusta compagnia, della location, nonché della mise e, immancabilmente, dei film da guardare… Sceneggiati in cui ci rispecchiamo o che fanno sentire semplicemente più partecipi della gioia tipica del Natale; storie fatte di immagini in cui andiamo alla ricerca di quella neve che, io, a dire il vero, non ho mai avuto modo di gustare realmente in questo periodo dell’anno.
Tutto diviene un concentrato indissolubile di idee e comportamenti mossi dalla voglia di onorare la vita che ci è stata donata, mai, tuttavia, in modo banale, ma sempre con un tocco in più di originalità al fine di rendere “questa volta” più memorabile della precedente.
E se ciò è servito da “contorno” (senza mai sostituire la “portata” principale), allora perché no ai giochi di fantasia, alla creatività, che nulla hanno a che vedere con un portafoglio imbottito?
Ecco quindi qualche proposta classica ed alternativa per chi non ha avuto ancora la possibilità di concentrarsi sul menu da preparare e per chi, invece, ha deciso di apportare qualche variante al cibo, ma anche agli auguri!

Innanzitutto ho voluto pubblicare ciò che non dovrebbe mancare, tra una portata e l’altra, durante la cena del 24 dicembre per dar vita ad un menu tipicamente Laziale (ogni zona d’Italia, per chi non lo sapesse, ne ha uno con piatti o ricette differenti).

Primi:
zuppa di arzilla (razza chiodata) e broccoli

Secondi:
fritto misto di verdure e baccalà fritto

Dolci:
pampepato e ciambella di Natale

La cucina Laziale per il pranzo di Natale, invece, prevede un’ampia scelta tra cui…

Primi:
cappelletti in brodo

Secondi:
abbacchio alla romana, bolliti misti e tacchino ripieno di salsiccia e castagne

Contorni:
carciofi alla romana e patate al forno

Dolci:
pangiallo, zeppole e calcioni

Un’idea accattivante ed innovativa può essere quella di terminare, tra panettoni e torroncini vari, con una mousse speziata alla cioccolata di cui vi propongo la ricetta:

Ingredienti per 8 persone:
4 uova bio, 2 cucchiai di zucchero di canna, 1 cucchiaino di cannella in polvere, 200 gr di cioccolata fondente, 280 ml di panna fresca, gocce di cioccolato e lingue di gatto per guarnire.

Preparazione:
montate le chiare d’uovo a neve fermissima, aggiungere lo zucchero e la cannella e tenere da parte. Fate sciogliere a bagnomaria la cioccolata, aggiungete 60 ml di panna fresca e i tuorli dell’uovo e lavorate con la frusta fino a quando si saranno amalgamati alla cioccolata. Separatamente montate la restante panna ed aggiungetela alla cioccolata ed alla mistura di chiare, cannella e spezie facendo attenzione a non far smontare nulla. Versate la mousse nelle tazzine da caffé , passatele in frigo per circa 3 ore e servite con gocce di cioccolata e lingue di gatto.

Il nostro menu è al completo ma c’è ancora qualcosa da ricordare…

GLEDELIG JUL! (Olandese)

MALIGAVAN PASKO! (Filippino)

MELE KALIKIMAKA! (Hawaiano)

Fröhliche Weihnachten! (Tedesco)

Feliz Navidad! (Spagnolo)

E per tutti voi, molto più semplicemente e sentitamente:

BUON NATALE!!!

La storia del Carnevale di Ronciglione

Il Carnevale è la manifestazione culturale più antica ed importante; questa intesa come festa di trasgressione con un temporaneo scioglimento dagli obblighi sociali e dalle gerarchie per lasciar posto al rovesciamento dell'ordine, allo scherzo e anche alla dissolutezza.
La parola carnevale deriva dal latino "carnem levare" ("eliminare la carne") poichè anticamente indicava il banchetto che si teneva l'ultimo giorno di carnevale (martedì grasso), subito prima del periodo di astinenza e digiuno della Quaresima.
Il teatro a Ronciglione ha antiche tradizioni, già nel 1500/1600 fu curato dall'Accademia locale dei Desiderosi sotto il patrocinio della Casa Farnese, l'attitudine teatrale che ha distinto nel passato i ronciglionesi per le pubbliche allegrezze trova mirabile conferma nella maschera teatrale di Ettore Petrolini, figlio di genitori ronciglionesi, romano solo per caso.
Continua con la commedia il Naso Rosso, di Luciano Mariti, che può essere considerata opera ridicolosa per spirito comico e per dialetto, in versione moderna. (Francesco M. D'Orazi).

Citiamo alcuni versi da editti e programmi:

Anno 1748, editto sopra carnevale: ....durante il Bagordo carnevalesco, si tollerano le maschere oneste, ma non nei giorni festivi nè di venerdì. Nell'ultima sera di carnevale, prima di mezzanotte, debbono cessare le rappresentazioni comiche, festini, maschere e qualsiasi genere di divertimento carnevalesco, sotto gravissime pene pecuniarie, ai ciarlatani, ai saltibanchi e istrioni, pene corporali se per i loro insipidi divertimenti non hanno nostra licenza. SI PROCEDERA' ANCHE PER INQUISIZIONE.

Anno 1870, ....: si decreta che gli osti, debbano diminuire il prezzo del vino, che alle carni sia pure ribassato il costo, perch'il povero possa aver un po' di conforto dall'ombelico in giù, e gli uomini debbano abbandonare il contegno riservati, che le donne o belle o brutte si diano al bel tempo. Il getto dei fiori, dei coriandoli, dei confetti e di ogni altra galanteria, esclusi le pigne e i sassi sarà per tutti obbligatorio.

Anno 1903...: si decreta che tutti i ronciglionesi si abbandonino alla baldoria senza affatto curare il tempo e il denaro. In caso di pioggia occorrerà l'ombrello.

Anno 1920...: dopo guerra, dal Gran Carnevale, in Ronciglione....Voi, dopo 41 mesi di torture nelle trincee, di pericoli nei combattimenti affrontati e valorosi. Voi che volete un sollievo dopo lunghe e laboriose sedute, dopo ostacoli che pareano insormontabili..., voi lasciati gli strumenti del lavoro vi riverserete nelle strade sotto i più variopinti e ridevoli costumi...

Anno 1939...: dal XVII Era Fascista Gran Carnevale Ronciglione....di star con voi al fine è giunta l'ora / perciò ogni pena vada alla malora/ A voi ritorna ancor più battagliero / di gioia e di lazi più foriero / A te ritorno Ronciglione amata / che sei la mia dimora beata.

In quest'anno fu costituita un'ammenda a chi indossava gli abiti borghesi, carezze e premi alle maschere e ribassi ferroviari del 50%. (Flaviano F. Fabbri)
In conclusione, il carnevale di Ronciglione fonde motivi propri della cultura cittadina a quelli culturalmente più evoluti derivati dallo storico carnevale Romano, tre sono le componenti, scandite dai ritmi e dalle enfasi di un cerimoniale, identico a se stesso da tempi lontani:
1. Il suono del Campanone, che annuncia l'inizio del periodo estivo;
2. Il rito della morte di Re Carnevale, così composto da un corteo funebre segnato da lamenti, che accompagna il fantoccio al suo inevitabile destino, muniti di torce che, una volta volato via con un pallone aerostatico, vengono gettate a terra a formare piccoli fuochi attorno ai quali si compie Rito del Saltarello;
3. Il saltarello, un ballo decisamente ritualizzato, la musica che lo accompagna ha due distinti temi, il primo lento e grave, come una marcia funebre, durante il quale i partecipanti arrivano a rimanere immobili e accovacciati, il secondo, brioso e mosso nel quale i partecipanti girano in tondo velocemente. (Quirino Galli)

Cos'è la Rosa dei Venti?

Nei bollettini meteorologici diffusi sia a livello nazionale che locale, capita spesso che il vento sia indicato con il suo nome e non con la direzione dalla quale esso proviene.
Per aiutarci a memorizzare la direzione dei venti ed associarla al loro nome, viene in nostro aiuto la "rosa dei venti". In questo articolo cercheremo di capire cosa si intende con questa espressione.

Rosa dei Venti

La Rosa dei Venti è una rappresentazione schematica a stella che raffigura i nomi dei venti associandoli alla loro direzione di provenienza. Esistono rose dei venti a 4 punte, ad 8 punte e a 16 punte. In meteorologia tuttavia, sono più utilizzate quelle ad 8 e 16 punte. In questo articolo tratteremo la versione a 16 punte.

La Rosa dei Venti, assume, come punti fondamentali i 4 punti cardinali fondamentali e 4 punti:

• il Nord (N) posto a , da cui spira il vento chiamato Tramontana;
• l'Est (E) posto a 90° da cui spira il vento chiamato Levante;
• Il Sud (S) posto a 180° da cui spira il vento chiamato Mezzogiorno od Ostro;
• l'Ovest (W) posto a 270° da cui spira il vento chiamato Ponente.

A questi, occorre aggiungere altri 4 punti intermedi:

• il Nord-Est (NE) posto a 45°, da cui spira il vento chiamato Grecale;
• Il Sud-Est (SE) posto a 135°, da cui spira il vento chiamato Scirocco;
• il Sud-Ovest (SW) posto a 225°, da cui spira il vento chiamato Libeccio;
• il Nord-Ovest (NW) posto a 315°, da cui spira il vento chiamato Maestrale.

Nella rosa dei venti a 16 punte, sono presenti ulteriori punti carinali intermedi:

• il Nord-Nord-Est (NNE) posto a 22,5°, da cui spira il vento chiamato Greco-Tramontana;
• l' Est-Nord-Est (ENE) posto a 67,5°, da cui spira il vento chiamato Greco-Levante;
• l' Est-Sud-Est (ESE) posto a 112.5°, da cui spira il vento chiamato Scirocco-Levante;
• il Sud-Sud-Est (SSE) posto a 157,5°, da cui spira il vento chiamato Scirocco-Mezzogiorno;
• il Sud-Sud-Ovest (SSW) posto a 202,5°, da cui spira il vento chiamato Libeccio-Mezzogiorno;
• l' Ovest-Sud-Ovest (WSW) posto a 247,5°, da cui spira il vento chiamato Libeccio-Ponente;
• l' Ovest-Nord-Ovest (WNW) posto a 292,5°, da cui spira il vento chiamato Maestro-Ponente;
• il Nord-Nord-Ovest (NNW) posto a 337,5°, da cui spira il vento chiamato Maestro-Tramontana.

In Italia, si potrebbe erroneamente pensare che il vento di Grecale (associato al punto cardinale NE) in realtà provenga da SE, cioè dalla Grecia. Per fare chiarezza, si tenga presente che la rosa dei venti fu raffigurata, nelle prima rappresentazioni cartografiche, nei pressi del Mar Ionio o dell'isola di Malta.
Pertanto, considerando tale posizione geografica, si spiega immediatamente la connessione tra nome del vento e punto cardinale: Grecale da Grecia, Scirocco da Siria, Libeccio da Libia, Maestrale da "via Maestra", che sin dall'antichità indicava la via da e per Roma.
In seguito, ai tempi in cui Venezia era una repubblica marinara, la rosa dei veti fu raffigurata nei pressi dell'isola di Zante. Da cui deriva il nome del vento di Tramontana (dal latino Ultramontes), cioè "vento che viene da oltre i monti", in quel contesto geografico ci si riferiva ai monti dell'Albania e la via maestra che dà il nome al Maestrale indicava la via per Venezia, la repubblica marinara egemone in quella regione.
Ad oggi è rimasta in uso tale terminologia, per questo, al fine di interpretare correttamente la direzione del vento in Italia, non si deve fare riferimento alla posizione geografica dei paesi rispetto alla penisola, è sufficiente semplicemente immaginare che la rosa dei venti si trovi centrata sull'isola di Malta o di Zante.

La Rosa dei venti è divisa in 4 quadranti, ordinati in senso antiorario:

• il quadrante, da 0° a 90°, cioè da Nord ad Est;
• il quadrante, da 90° a 180°, cioè da Est a Sud;
• il quadrante, da 180 a 270°, cioè da Sud a Ovest;
• il quadrante, da 270° a 360°, cioè da Ovest a Nord.

La rosa dei venti è anche uno strumento grafico di analisi statistica per dati direzionali. È particolarmente utilizzato in meteorologia in quanto consente di rappresentare in maniera sintetica la distribuzione delle velocità del vento per direzione di provenienza in un determinato luogo. Si tratta di un grafico polare in cui per ciascuna direzione i bracci sono colorati con bande corrispondenti alle classi di velocità del vento.
La compilazione di una rosa dei venti è anche uno dei passaggi preliminari per la progettazione delle piste degli aeroporti, visto che le migliori condizioni di decollo e atterraggio si hanno controvento, in direzione parallela a quella del vento.

Riccardo Felli

Le Nubi: Nomenclatura e loro classificazione

Ogni giorno, anche guardando il cielo distrattamente, abbiamo modo di scorgere il meraviglioso spettacolo che ci viene offerto dalle nubi.
Come appare ai nostri occhi, esse si differenziano per forma, colore, spessore...alcune arrecano delle precipitazioni, altre no: pertanto in base a questi fattori, assumono anche nomi diversi.

Ronciglione

Scopriamo, in questo articolo, il criterio in base al quale esse sono classificate.

In meteorologia, le nubi vengono classificate a seconda della loro altitudine e della loro estensione; si distinguono pertanto 3 famiglie: le nubi alte, le nubi medie e le nubi basse. Tutte le nubi appartenenti a queste famiglie hanno un'estensione prevalentemente orizzontale.
Alle suddette, occorre aggiungere un'altra famiglia, quella delle nubi a sviluppo verticale, che trovano nell'altezza la loro dimensione prevalente.
Analizziamo ogni singola famiglia:

►NUBI ALTE: Sono caratterizzate dal prefisso "cirro-" che dal latino significa "ricciolo". Hanno l'aspetto di ciuffi soffici e delicati, si formano tra i 6000 ed i 12000m di quota. Sono composte essenzialmente da cristalli di ghiaccio trasportati dai venti, esse non apportano alcuna precipitazione.

• Cirri: Sono formate da strie biancastre, sottili, quasi trasparenti, molto alte. La forma e' facile da ricordare, infatti è quella di una striscia terminante con un ricciolo ad uncino. Sono formati da cristalli di ghiaccio a causa della temperatura molto bassa alla quale si formano.

Cirrus   Cirrus   Cirrus

• Cirrostrati: Nubi molto alte e sottili, biancastre e quasi trasparenti, tendendo a conferire al cielo un aspetto lattiginoso. I loro cristalli di ghiaccio diffondono luce e creano un alone o un velo sottile attorno al Sole o alla Luna.
Se si presentano dopo i cirri, indicano l'arrivo di una perturbazione.

Cirrostratus   Cirrostratus and Sun   Cirrostratus

• Cirrocumuli: Sono le nubi associate al famoso cielo "a pecorelle"; formate da piccoli fiocchi o batuffoli bianchi disposti in file o gruppi; ricordano agli altocumuli, ma, ovviamente, sono più alti e sono sempre accompagnati da cirri e da cirrostrati.
La loro altezza varia tra i 5000 e i 7000 metri. Di solito annunciano l'arrivo della pioggia.

Cirrocumulus   Cirrocumulus

►NUBI MEDIE: Sono caratterizzate dal prefisso "alto-" e sono composte da goccioline d'acqua e/o da cristalli di ghiaccio. Si formano a quote comprese tra i 2000 e i 6000 metri.

• Altostrati: Si presentano come una distesa nuvolosa più o meno densa di colore grigio o blu, liscia inferiormente. Poiché velano il Sole e la Luna, possono sembrare macchie luminose, ma, diversamente dai cirrostrati, non creano aloni. Queste nubi producono neve leggera o pioggia fine e fitta, ma di solito sono così alte che le loro precipitazioni evaporano prima di raggiungere il terreno.

Altostratus   Altostratus   Altostratus

• Altocumuli: Sono costituiti da nubi distinte molto vicine tra loro a costituire strati di aspetto solitamente ondulato e fibroso che assumono forme bizzarre di colore bianco o grigio. Sono in realtà formati da estese file di cumuli, collocati a quote medie e con la parte inferiore più scura. Si sviluppano tra i 2500 e i 5000 metri di altitudine. Quando un altocumulo passa davanti al sole o alla luna può prodursi il fenomeno della 'corona', visibile più spesso di notte.

Altocumulus   Altocumulus   Altocumulus

►NUBI BASSE: Sono caratterizzate dal suffisso "-strato". Queste nubi si trovano al di sotto dei 2000 metri di quota, generano abbondanti piogge o nevicate, in relazione alla temperatura.

• Strati: Gli strati sono nubi basse, poco spesse e grigie, che si formano ad altitudini di 610 m circa: si possono vedere quindi a pochi metri dall'orizzonte con la basa estesa ed uniforme. Si possono presentare a banchi o coprire totalmente il cielo, spesso derivano dalla nebbia formatasi al suolo. Dato il loro limitato spessore, di norma non danno luogo ad alcun fenomeno, se non ad una riduzione di visibilità quando la loro base è molto bassa.

Stratus   Stratus   Stratus

• Nembostrati: Si tratta di nubi stratificate basse, generalmente di color grigio scuro dalla base spesso non ben definita.
Il cielo si presenta buio e tetro e spesso per la loro presenza si devono accendere le luci; quando giugnono al suolo si parla di nebbia.

Nimbostratus   Nimbostratus   Nimbostratus

►NUBI A SVILUPPO VERTICALE: Fanno parte di questa famiglia di nubi gli stratocumuli, i cumuli e i cumulonembi.
E' una categoria assolutamente particolare di nubi, perchè esse si nascono ed evolvono in seguito ai moti convettivi atmosferici, cioè ai movimenti ascendenti e discendenti dell'aria, grazie alla rapida ascesa dell'aria calda che può raggiungere anche i 10000 - 12000 metri di altezza (nel caso dei cumulonembi).

• Cumuli: Sono una massa isolata di una nube bianca simile a "panna montata", che non lascia filtrare la luce solare: possono essere bianchi e soffici, con cime arrotondate e basi appiattite, che si formano a basse quote nei giorni caldi e soleggiati e indicano solitamente la persistenza del bel tempo, oppure scuri ed espansi con la sommità sagomata a cupola e protuberanze estese sopra, quando portano il brutto tempo. Sono costituiti da goccioline d'acqua in sospensione nell'aria.
Si distinguono in tre tipi: il cumulus humilis è una nube poco spessa ed arrotondata, legata alla variazione diurna della temperatura, appare al mattino e scompare la sera; il cumulus mediocris simile al precedente ed il cumulus congestus o castellato può apparire anche scuro inferiormente, in genere ha la superficie inferiore appiattita mentre superiormente assume un aspetto definito "a cavolfiore". Al termine della sua evoluzione si trasforma in genere in un cumulonembo.

Cumulus   Cumulo Mediocris   Cumulo Congestus

• Stratocumuli: Si presentano come una distesa continua di masse cumuliformi (rotondeggianti) oscure, generalmente allungate, il cui aspetto somiglia a rotoli senza una forma precisa, connessi tra loro mediante nubi sottili, attraverso le quali è talvolta possibile scorgere l'azzurro del cielo. Inizialmente potrete scambiarli, avendo una forma abbastanza similare, con gli altocumuli. Alcuni possono avere aspetto minaccioso, anche se in genere non accompagnano precipitazioni.

Startocumulus   Stratocumulus   Stratocumulus stratiformis

• Cumulinembi: Sono nubi ad elevato sviluppo verticale, che vi si presenteranno imponenti sul cielo, a forma di torri, montagne o cupole. La sommità è generalmente bianca e spesso assume una forma a incudine o a carciofo, la base invece è orizzontale e di colore scuro intenso. I cumulonembi sono formati da masse di cumuli scuri e si possono estendere per tutta l'altezza della troposfera, ossia quella parte dell'atmosfera in cui si determina il tempo atmosferico.
Accompagnano manifestazioni temporalesche, portano forti piogge, grandine o neve, oltre a fulmini e in alcune circostanze, tornado.

• Cumulonimbus Pileus: Si tratta di un cumulonembo che presenta sulla sua sommità una particolare nuvola chiamata "Pileus" dal latino "cappello", che gli conferisce un aspetto "incappucciato". Tale nube tende a cambiare forma molto rapidamente e si genera a causa delle forti correnti ascensionali che portano l'aria umida a raggiungere il punto di rugiada a causa della compressione adiabatica.
Un pileus che appare al di sopra di un cumulo può segnalare la sua tendenza a trasformarsi in un cumulonembo, perchè segnala appunto la presenza di forti correnti ascensionali.

• Cumulonimbus Incus: Nella sua espansione verticale, il cumulonembo trova un limite nei 12000 metri, quota alla quale si abbandona la troposfera per passare alla stratosfera, il secondo dei 5 strati dell'atmosfera.
Raggiunta quell'altitudine, l'aria inizia a farsi più calda man mano che si sale e il vapore acqueo non riesce più a condensarsi: il cumulonembo inizia ad espandersi orizzontalmente, generando pertando una particolare quanto inconfondibile nube chiamata "Incus" cioè "Incudine".

• Cumulonimbus Calvus: Il calvus è uno dei cumulonembi più potenti ed il nome "calvus" deriva dalla sua forma "calva senza incudine" tipica dei cumulonembi normali.

Cumulonimbus Pileus   Cumulonimbus and Thunder   Cumulonimbus incus

►NUBI AD ALTEZZA VARIABILE: A queste 4 famiglie di nubi se ne può aggiungere un'altra, del tutto indipendente: quelle delle nubi ad altezza variabile, le quali possono formarsi a quote diverse della troposfera.

• Mammatus Clouds: Sono delle rarissime nubi che nel cielo assomigliano vagamente alla forma di una mammella. E' possibile scorgerle in situazioni di forte instabilità o dopo il passaggio di un violento temporale.
Queste nuvole si formano in presenza di correnti ascensionali molto intense e con un umidità molto elevata negli strati bassi. Questo spostamento di aria, può portare fino alla tropopausa enormi quantità di acqua che, salendo verso l’alto, si trasforma in cristalli di ghiaccio.
Quando il temporale e’ passato, lontano dalla corrente ascensionale, il ghiaccio tenderà a scendere a causa del proprio peso. Ora, quando i piccoli cristalli di ghiaccio escono dalla zona della nube, incontrano aria molto fredda e secca. La variazione di condizioni, comporta la sublimazione dell’acqua che dunque tornerà dallo stato solido, cristalli di ghiaccio, a quello aeriforme, vapore acqueo, risalendo verso l’alto.
Data la grande quantità di ghiaccio presente, perchè portata dalla corrente iniziale, questo moto di discesa e sublimazione si presenterà con una certa regolarità lungo l’area della nube. Proprio questo movimento comporta la formazione della Mammatus con la sua caratteristica forma.
Conferiscono una grande spettacolarità e possono creare notevoli contrasti di colori e di luci.

Mammatus Clouds   Mammatus Clouds   Mammatus Clouds

• Nubi Lenticolari: Esistono 3 tipologie di nubi lenticolari e il loro nome dipende dalla posizione che esse assumono nell'atmosfera. Abbiamo così gli:
• Stratocumulis Lenticularis che possono comparire al di sotto dei 2000 metri di altezza, occupando pertanto la parte più bassa dell'atmosfera;
• Altocumulis Lenticularis i quali non producono pioggia e compaiono tra i 2000 e i 6000 metri di quota;
• Cirrus Lenticularis i quali si formano a quote intorno ai 7000 metri.
Le nubi lenticolari, appartenenti ad ognuna delle tre categorie, si formano prevalentemente accanto a catene montuose di differenti altezze. I loro avvistamenti nei cieli che sovrastano terreni pianeggianti indicano che le nubi sono state spostate in tali direzioni dalle correnti ventose. Le nubi lenticolari si formano e si dissolvono molto rapidamente, rimanendo statiche per pochi secondi.
Esse compaiono maggiormente in inverno ed in primavera, periodi dell'anno in cui i venti soffiano più forti. La comparsa di differenti sfumature sulla superficie delle nubi è determinata da fenomeni di rifrazione della luce proveniente dai raggi solari.
Per avere l'opportunità di avvistare nubi lenticolari direttamente con i propri occhi, ci si dovrebbe avventurare in località montuose durante giornate di forte vento. Le nubi lenticolari, con particolare riferimento agli altocumuli, si formano prevalentemente durante il giorno ed in condizioni di vento favorevole.

Stratocumulus Lenticolaris   Altocumulus Lenticolaris   Cirrocumulus Lenticolaris

A volte è piuttosto difficile riconoscere correttamente una tipologia di nube rispetto ad un'altra, per le infinite forme e gli innumerevoli colori che ognuna di esse può assumere. Non resta che allenare l'occhio a queste sottili differenze!


Riccardo Felli

Il progetto di Meteo Ronciglione

Curare quotidianamente una pagina Facebook e un sito, prestando particolare cura ai contenuti, è un impegno che richiede non solo costanza, ma anche una certa voglia di condividere, soprattutto se si affronta una scienza affascinante ma allo stesso tempo molto complessa come la meteorologia.

Ronciglione

E' proprio questo desiderio a rappresentare il principio cardine su cui poggiano le fondamenta di questo progetto, che si pone come primo obiettivo quello di diffondere un servizio meteorologico attendibile ad uno dei più importanti centri urbani cimini.

Per realizzare questo scopo ci serviamo dei due mezzi sopra citati che riteniamo imprescindibili: il portale meteoronciglione.net, attivo dal 25 Agosto 2011, ed una pagina Facebook nata il 24 Ottobre 2011.

Contributi fotografici, interventi previsionali, analisi climatiche, studi statistici e dati in tempo reale 24 ore su 24 sono disponibili su questi due canali informativi.

A nostro modo di vedere, chi risiede in questa zona ha la grande fortuna di poter apprezzare le 4 stagioni nei suoi lati più autentici: dal più rigido e nevoso inverno alla rigogliosa e soleggiata primavera, passando per la siccità ed i temporali estivi e concludendo con le meravigliose "ottobrate romane" e le grandi piogge novembrine e dicembrine.

Ma Ronciglione non dispone solo di questa grande varietà di condizioni meteorologiche; Ronciglione è una cittadina che si trova nel mezzo della Cassia Cimina, un'arteria provinciale importantissima perchè alternativa alla congestionata Cassia, utile soprattutto per chi deve raggiungere Viterbo o le località settentrionali ed orientali della provincia, ma anche per chi deve raggiungere la Capitale.

La nostra cittadina ha una delle escursioni altimetriche più elevate della zona. Dai 250 metri di XXX Miglia si passa per i 450 metri del centro urbano e per i 580 metri del quartiere residenziale di Poggio Cavaliere, fino a giungere agli oltre 900 metri del Monte Fogliano; da qui ne discende la grande variabilità microclimatica che può rendere molto diverse le condizioni nelle varie località situate sul territorio comunale.

Chi abita da tempo a Ronciglione sa bene la frequenza con cui la zona viene colpita da eventi atmosferici rilevanti, in particolar modo alluvionali. A ciò non aiuta di certo l'orografia del territorio, problematica di certo comune ad altri centri collinari Cimini (ad. esempio Caprarola, Canepina, ecc...) e che impone di fatto un monitoraggio del rischio ad ogni perturbazione che si prevede intensa.

Questi fattori, aggiunti alla bellezza del paesaggio, arricchito dal prezioso bacino lacustre di Vico, ci conducono a ritenere che Ronciglione meriti un servizio meteorologico adeguato, composto da rilevazioni in tempo reale e da un monitoraggio realizzato mediante l'ausilio di webcam.

Sicurezza stradale, agricoltura, tempo libero, salute, ecc...sono tutti aspetti della vita umana infuenzati dalle condizioni climatiche, in grado anche di incidere sull'economia di una determinata area.

A fronte di questo, non possiamo esimerci dal chiedervi di far vostra una piccola parte della nostra voglia di condividere: un aiuto a diffondere questo nostro impegno non potrà che contribuire alla costruzione di una comunità e di un servizio migliore.


Riccardo Felli
Lorenzo Pietra
Luca Capriglione
Manuel Gasparini

Come calcolare il Dew Point

Il Dew Point è un parametro meteorologico di cui non si parla spesso data la sua estrema tecnicità, eppure la sua importanza è molto elevata in meteorologia. Scopriamo perchè e come si calcola.

Rugiada

Il Dew Point (detto anche punto di rugiada) è un parametro meteorologico che indica la temperatura alla quale, a pressione costante, l'aria (o, più precisamente, la miscela aria-vapore) diventa satura di vapore acqueo.
Pertanto esso indica anche la temperatura alla quale deve essere portata una massa d'aria affinchè condensi in rugiada; ne consegue che se questo punto cade al di sotto degli 0°C esso prenderà il nome di punto di brina.
Ulteriori eccedenze di vapore acqueo si trasformeranno allo stato liquido sottofora di condensa, rugiada.
Parimenti, il punto di rugiada rappresenta anche quella temperatura a cui una massa d'aria deve essere raffreddata, a pressione costante, affinché diventi satura (ovvero quando la percentuale di vapore acqueo raggiunge il 100% della quantità possibile nell'aria a quella temperatura) e quindi possa cominciare a condensare nel caso perdesse ulteriormente calore.
Ciò comporta la formazione di brina, rugiada o nebbia a causa della presenza di minuscole goccioline di acqua in sospensione.

Il calcolo di questo parametro meteorologico è di per sè piuttosto macchinoso, e viene lasciato alla specifica competenza dei software informatici in grado di gestire i dati inviati dalle stazioni meteorologiche; strumentazioni professionali di medio livello forniscono direttamente sulla consolle questo valore.
Sul web sono inoltre disponibili delle calcolatrici automatiche che forniscono il valore semplicemente inserendo la temperatura e l'umidità relativa dell'aria; sono infatti sufficienti questi due valori per calcolare il Dew Point.
Nella seguente slide sono riportati i tre passaggi necessari per calcolarlo:

Rugiada

L'ausilio di un po' di pazienza e di una calcolatrice scientifica è d'obbligo visto che nell'ultima formula compare la funzione logaritmo naturale.
L'esempio della successiva slide chiarirà meglio queste formule all'apparenza complesse.

Rugiada

Per un risultato che sia il più attendibile possibile occorre evitare approssimazioni e considerare quanti più decimali possibili nei calcoli.
In questo caso il valore ottenuto di 21,044°C (approssimato per difetto a 21,04°C) si discosta soltando di 0,016°C (aprossimato a 0,020°C) rispetto al valore fornito da una calcolatrice presente sul web (21,06°C).
Un risultato del tutto attendibile, i cui scostamenti sono appunto da imputare alle necessarie approssimazioni effettuate (anche la migliore calcolatrice scienifica non considera infinite cifre decimali).

Riccardo Felli

Numeri Utili

Pubblicà Utilità

A.S.L. (Consultorio Familiare) Via Sant'Anna 0761/626006
Biblioteca Piazza Principe di Napoli 0761/627537
Carabinieri Via Caduti di Nassyria 0761/625529
Carabinieri (Pronto Intervento) Via Caduti di Nassyria 112
Carabinieri (Comando Compagnia) Via Caduti di Nassyria 0761/629021
Carabinieri (Comando Stazione centralino) Via Caduti di Nassyria 0761/625003
Cotral S.p.A. Viale 5 Giugno, 1 0761/625740
Croce Rossa Italiana Via Cassia Cimina, 10 0761/652047
Comune di Ronciglione (Centralino) Piazza Principe di Napoli 0761/62901
Liceo Scientifico A. Meucci (Presidenza) Corso Umberto I, 24 0761/626368
Liceo Scientifico A. Meucci (Segreteria) Corso Umberto I, 21 0761/625353
Ludoteca Via Solferino 0761/629039
Ospedale Sant'Anna (Centralino) Via dell'Ospedale 0761/3391
Ospedale Sant'Anna (Primo Soccorso - Guardia Medica) Via dell'Ospedale 0761/625002
Poste Italiane Via della Resistenza, 57 0761/625056
Pro Loco Corso Umberto I, 20 0761/625460
Protezione Civile Via Sasso Grosso 0761/650190
Scuola Media Statale Corso Umberto I, 26 0761/627993
Vigili Urbani Piazza Principe di Napoli 0761/629036

Alberghi

Residence Rio Vicano Via Cassia Cimina Km 19.100 0761/612811 www.riovicano.com
Residenza Principe di Piemonte Piazza Principe di Piemonte, 3A 0761/626062 www.residenza-principedipiemonte.it
Sans Soucis Via dei Noccioleti, 16 0761/612422 www.sanssoucis.it

Bar

American Bar Via Roma, 97 0761/652090
Anitori Piazza Vittorio Emanuele, 6 0761/625019
Antico Caffè Bellatreccia Piazza Vittorio Emanuele, 20 0761/625334
Caffè Nuovo Corso Umberto I, 19 0761/625817
Casani Via della Resistenza, 4 0761/625592
Chiodi Rodolfo Piazza Principe di Napoli, 3 0761/625070
Chiricozzi Corso Umberto I, 52 0761/626575
Doppio Senso Via San Giovanni 0761/625048
Fontana Grande Via Campana, 3 0761/625101
L'Eclissi Via Roma, 58
Lanzalonga Via Capranica, 8 0761/653191
Punta del Lago Via dei Cerri 329/3950975 bar@villaggiopuntadellago.it
Secret Cafè Piazza Principe di Piemonte, 15 0761/627696

Bed & Breakfast

Nostra Signora del Lago Via dei Faggi, 22 0761/612774 www.nostrasignoradellago.it
Sissi Strada Massarella, n.4 0761/659027 www.sissi-bb.com
Country House - A la vecchia scuola Via Cassia Cimina 0761/659323 www.paesaggiritrovati.it

Elettronica di consumo

R&M - Expert Group Via Solferino, 2/3 0761/625261

Estetica

Laguna Blu Via Guglielmo Marconi, 31 0761/624020
Venustas Via dei Partigiani, snc 0761/627903

Farmacie

D'Alessio Corso Umberto I, 6 0761/625021
San Bartolomeo Corso Umberto I, 33 0761/625053

Palestre

Starfitness Viale 5 Giugno, 11/13

Panifici

F.lli Taborri Via Guglielmo Marconi, 5a 0761/625232
Gasparini Via Cassia 2D & Via Cassia, 19 0761/625779

Pasticcerie

Dolce Borgo Via del Lavatoio, 1/3 334/5429530

Pizzerie

Il Gusto Viale Garibaldi, 41 0761/627887 www.ilgustoronciglione.com
Pizza Fantasy Via Roma, 47 0761/626103

Pub

Il Castello Via Borgo di Sotto, 2 388/7810285
Numero 9 Via dell'Ospedale, 9 0761/1717079
Shamrock Via delle Vigne, 16C 389/3448166

Residenza Sanitaria Assistenziale

Residenza Cimina Via dell'Ospedale, 2 0761/650371 residenzacimina@giomirsa.com

Residenza per Anziani

Residenza La Pace Piazza Principe di Piemonte 0761/650055 residenzalapace@giomirsa.com

Ristoranti

dal Ladrone Via Cassia Cimina, 9 0761/625900 www.ingredienteperduto.it
Fiorò Via dei Noccioleti, 16 0761/612036 www.ristorantefioro.it
L'ingrediente perduto Via Cassia Cimina Km 19.100 0761/612769 www.ingredienteperduto.it
La Canonica Via San Francesco d'Assisi, 7 0761/624085 www.tavernadellacanonica.it
La Corte dei Prefetti di Vico Vicolo del Montone 0761/627227 www.lacortedeiprefettidivico.it
I Terramare Via della Resistenza, 23A 0761/627569
Il Divino Via San Giovanni, 4 0761/093078 www.il-divino.it
Il Peccato Via Cassia Cimina Km. 22.200 0761/627666
Il Peperoncino Via dei Cerri 0761/612179
Rivafiorita Loc. Arenari 0761/612438 www.ristoranterivafiorita.it
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Perchè si verifica l'inversione termica?

Perchè due località distanti soltanto 5Km possono avere temperature molto diverse, nell'ordine di 6-8°C?
Questo articolo prova a spiegare in modo semplice ed esaustivo il fenomeno del gradiente termico positivo, chiamato più comunemente "inversione termica", caratterizzante moltissimi microclimi italiani.

Ronciglione - Scorcio di Monte Fogliano

E' accezione comune, nonchè intuitivo, il fatto che la temperatura diminuisca all'aumentare dell'altitudine, seguendo una classica legge fisica legata alla salita verso l'alto dei fluidi e gas caldi.

Occorre tener presente infatti che l'atmosfera non si riscalda particolarmente per la presenza della radiazione solare, ma soprattutto per il calore che la superficie terrestre è in grado di irradiare. Si genera quindi il fenomeno della convezione: l'aria che si trova negli strati immediatamente più bassi dell'atmosfera si riscalda per questo calore irradiato e, più calda e leggera, tende a salire verso l'alto.
Nel salire di quota questa massa d'aria sarà via via sottoposta ad una pressione atmosferica minore (ricordiamo che la pressione atmosferica è causata proprio dal peso dell'aria che si trova sulla nostra verticale) ed ha modo di espandersi adiabaticamente e quindi di raffreddarsi, generando un gradiente termico negativo (all'aumentare di quota diminuisce la temperatura).
Precisiamo che con l'espressione "Gradiente Termico" si indica il tasso di diminuzione della temperatura riferito ad un certo tratto di altezza; in condizioni normali esso si attesta intorno ai 0.6/0.8°C ogni 100 metri.

Ad esempio: Se in una località posta a 300 metri di altitudine si registra una temperatura di +15.6°C, è lecito aspettarsi (ribadiamo: in condizioni normali) che a 400 metri si registrino +14.8/+15.0°C, mentre a 500 metri ci dobbiamo aspettare circa +14.0/+14.2°C.

Questa regola subisce non poche variazioni: in una colonna d'aria satura di vapore acqueo (tassi di umidità intorno al 95-100%) il gradiente termico tenderà quasi ad annullarsi; una circostanza questa, definita con il termine di "Omotermia" che si verifica spesso con l'avvezione di aria più mite legata ad un fronte caldo.
Di solito il gradiente termico si presenta massimo nella situazione diametralmente opposta alla precedente, correlata all'avvezione di aria fresca per via di un fronte freddo (specialmente se ad esso è associata una buona ventosità) e può raggiungere anche 1.2/1.4°C ogni 100 metri di altezza.

In una situazione di "Inversione Termica", questa legge viene totalmente capovolta, e il gradiente termico da negativo diviene positivo. Cerchiamo di capire perchè accade questo e soprattutto dove.
Determinante è la capacità della superficie di riflettere la luce solare (capacità chiamata "Albedo").
Si pensi ad un manto nevoso. La neve possiede un effetto albedo elevatissimo, stimabile in un buon 90%. Riflettendo tutta la luce solare, la capacità di irraggiamento del suolo sarà pressochè minima e al tramonto lo strato d'aria immediatamente circostante alla neve tenderà a raffreddarsi molto rapidamente, molto di più dello strato d'aria che si trova ad altitudini superiori o in libera atmosfera, generando appunto un'inversione termica.
Oppure si pensi ad una pianura o ad una conca nella stagione invernale, luoghi che permettono facilmente al freddo di depositarsi. Durante questa stagione sussistono due fattori che rendono minore la capacità di irraggiamento della superficie terrestre: in primo luogo la durata del dì risulta notevolmente minore rispetto alla durata della notte ed in secondo luogo i raggi solari solari risultano più inclinati rispetto al suolo.
Due condizioni si rendono assolutamente necessarie per la formazione di un'inversione termica: occorre assoluta (o quasi) calma di vento, altresì il rimescolamento dell'aria causato dalla ventilazione non lascerebbe spazio alla formazione di questo strato di aria più fredda, e un cielo completamente stellato.
Inoltre, la formazione o il dissolvimento di uno strato di inversione termica deve passare necessariamente attraverso la formazione di uno strato temporaneo di omotermia verticale.

Molto spesso, in concomitanza con l'inversione termica, si ha la presenza di foschie dense o fitte nebbie. Questo perchè l'inversione crea uno strato d'aria molto stabile, in grado di annullare del tutto il rimescolamento verticale. Nelle aree densamente abitate può verificarsi anche un elevato accumulo di sostanze inquinanti, nel linguaggio comune "Smog", tale da rendere decisamente insalubre l'aria che si respira.
In particolare durante la stagione invernale, l'inversione termica può favorire delle brinate o delle estese e forti gelate che a volte rappresentano l'ingrediente necessario per il temutissimo fenomeno chiamato "Gelicidio".

Nelle nostre località, complice l'orografia del territorio, vi sono parecchie zone nelle quali si formano potenti inversioni termiche.
Nel Viterbese alcune di queste sono senza dubbio individuabili nel Comune di Acquapendente, nell'Ortano, nella valle del Tevere, nella periferia di Viterbo, nelle località ai piedi dei rilievi Cimini, nel famoso "Ponte della Strega" situato tra Capranica e Bassano Romano, e tante altre.
Nel Comune di Ronciglione spiccano la località di Trenta Miglia e il Vallone del Rio Vicano. Importanti inversioni si verificano anche intorno al Lago di Vico, in particolare nel settore appartenente al Comune di Caprarola e nei dintorni del Monte Venere.

Riccardo Felli

"Il vento passa fila e va senza controllo". Note sulla splendida mostra organizzata dal CRA-CMA presso Il Collegio Romano

"Il vento passa, fila e va senza controllo". Così scriveva tra il 1964 e il 1968 un osservatore meteorologico di Rovereto esasperato dalla negligenza del suo superiore che, a seguito della rottura dell'anemometro dell'osservatorio della sua città, non provvedeva ad ordinarne la sostituzione.".

Collegio Romano - Vecchio Osservatorio

E' una delle tante storie aneddotiche e colme di umanità e passione per il proprio lavoro che emergono dallo sterminato archivio di dati meteorologici dell' "Unità di Ricerca per la meteorologia e la climatologia applicate all'agricoltura" (CMA), recentemente oggetto di un enorme e ammirevole lavoro di studio meticoloso da parte del gruppo di ricercatori del CMA (il Consiglio di Ricerche per la Sperimentazione in Agricoltura) struttura dell'ente CRA (Consiglio per la Ricerca e la Sperimentazione in Agricoltura).

Un lavoro di studio di tutte le osservazioni meteorologiche cartacee e delle relative annotazioni al margine, trascritte nei diversi osservatori italiani e raccolte nel centro del Collegio Romano dove per decenni, dalla fine dell'800 e fino alla nascita del Servizio meteorologico dell'Aeronautica Militare, L'Ufficio Centrale di Meteorologia (UCM), antenato dell'attuale CMA ha coordinato la meteorologia nazionale (sia per la raccolta dei dati che per le elaborazioni previsionali).

A seguito di quest'opera meticolosa di recupero e riordinamento dei dati meteorologici, il CRA ha organizzato una bellissima mostra didattica sul tema delle osservazioni meteorologiche e della storia della meteorologia italiana, presso il Collegio Romano.

Un primo appuntamento è stato organizzato il 16 e 17 Ottobre; un secondo l'8 Novembre. Maria Carmen Beltrano e Luigi Iafrate i responsabili della mostra e le nostre appassionate guide durante la visita; Eleonora Gerardi, addetta alla ricerca di archivio e all'allestimento) e Alessandra Saloni, curatrice dell'editing del filmato di apertura!

Come gruppo di appassionati e studiosi della meteorologia abbiamo avuto il piacere e il privilegio di assistere alla mostra in entrambe le occasioni.
L'evento è stato introdotto da un filmato didattico e di cronaca storico-meteorologica elaborato dai ricercatori del centro (editing di Alessandra Saloni). Un misto riuscitissimo di meteorologia, storia sociale e politica, poesia e sentimento.

Sullo schermo scorrevano dapprima i testi delle annotazioni sullo stato del tempo, redatte dagli osservatori in stili assai diversi, alternando descrizioni semplici e scarne ad altre elaborate e liriche

Decine e decine di diverse espressioni per indicare il carattere della pioggia, della neve, della nebbia, del freddo, del caldo, di un temporale. Grafie diverse, tempi diversi, epoche storiche diverse, contesti diversi, luoghi diversi: ma sempre il medesimo trasporto e la medesima passione.

Poi il filmato ci mostrava le annotazioni al margine di carattere non meteorologico, bensì storico-sociale e politico e, talvolta, personale. Osservatori attenti non solo ad annotare lo stato del tempo, ma anche lo stato del proprio tempo. E così da un decennio ad un altro si passa dalla presa di Roma del 1870, alle note dolorose delle guerre mondiali, con dettagli sugli eventi più catastrofici come i bombardamenti delle città italiane nel quinquennio 1940-1945, fino alle note su eventi del secondo dopoguerra (come le occupazioni universitarie ed altri eventi politici).

La meteorologia che diviene un sottofondo costante della storia civile del paese, delle sue città e dei suoi territori. Oppure, se la si vuole vedere al contrario, la storia umana che fa da costante sottofondo delle eterne e grandiose dinamiche della natura e dei fenomeni atmosferici. In ogni caso un connubio poetico ed emozionante che non può lasciare indifferenti!

Dopo la visione del filmato, gli organizzatori ci hanno condotto tra i corridoio del Collegio Romano.

Archivio del Collegio Romano

Una vera e propria miniera di faldoni esposti sulle librerie, sei milioni di dati per ogni variabile meteorologica, esposti tra gli scaffali di quelle antiche mura. Non si può certo nascondere una certa emozione per meteoappassionati come noi nel percorrere quegli spazi con lo sguardo pensando alla mole di testimonianze meteorologiche dei tempi che furono.

Siamo stati quindi portati in una bellissima sala affrescata dove erano state esposte numerose testimonianze cartacee delle osservazioni meteorologiche del passato con le annotazioni storiche e sociali più significative, nonché i voluminosi testi contenenti le antiche mappe delle isobare e delle isoterme disegnate a mano dai meteorologici del collegio.

Carte notevolissime per l'epoca, considerando la relativa scarsità di dati su scala Europea di cui si disponeva. Lettura non certo immediata per noi appassionati abituati alla grafica assai diversa e di maggior dettaglio delle attuali carte del tempo consultabili su internet! E tuttavia alcuni tentativi di interpretazione li abbiamo fatti. In fondo alte e basse pressioni si intuiscono bene. Ecco una delle carte che ci sono passate sotto gli occhi appartenente al voluminoso libro relativo all'anno 1912 (mese di Dicembre, giorno 21).
Si noti la maggior precisione delle isobare in sede italiana (l'area per la quale, ovviamente in Italia, si disponeva di un maggior numero di rilevazione usate per i "presagi"- le antiche previsioni-) e il minor dettaglio per il resto d'Europa. Di certo non può sfuggire la presenza di una forte alta pressione russa.

Carta sinottica del passato

Prima di lasciarci liberamente spulciare carte, documenti, foto e ogni altra testimonianza della meteorologia che fu, le nostre guide ci hanno raccontato altri interessantissimi dettagli relativi alla storia istituzionale della meteorologia italiana nonché più dettagliati aneddoti sulle note delle osservazioni meteorologiche.

Degna di nota, infine, (al primo appuntamento della mostra cui abbiamo assistito) la salita alle terrazze dell'edificio dove è collocata la storica stazione meteorologica del Collegio Romano situata sulla Torre Calandrelli in una posizione forse un po' inusuale rispetto alle attuali norme OMM, ma sicuramente, grazie alla stabilità nel tempo dell'installazione, garante della perfetta continuità di una lunga e preziosissima storica che inizia dal lontano 1782 per arrivare ai nostri giorni. Una fonte inesauribile di dati comparabili per comprendere le vicessitudini della meteorologia sulla città di Roma e studiare i cambiamenti climatici occorsi, la cadenza dei grandi eventi estremi ed ogni altro dettaglio di interesse climatologico.

La visita si è conclusa con l'ammirazione (e spiegazione) del funzionamento di alcuni sismografi antichi esposti nel corridoio di accesso alle stanze dove lavorano i ricercatori del centro. Ecco un'immagine che ritrae da vicino questi antichi strumenti capaci di notevoli prestazioni.

Antica strumentazione sismografica

La ciliegina sulla torta, a conclusione della visita è stata in chiusura la disponibilità dei libricini della serie storica 1993-2010 di tutti i dati meteorologici della stazione del Collegio, nonché due piccoli volumi sulle precipitazioni e sulla neve a Roma che naturalmente non abbiamo esitato a prendere

Chi, come noi, ama la meteorologia per passione, e crede nell'indiscutibile utilità sociale di questa meravigliosa scienza, non ha potuto che apprezzare tantissimo il significato della mostra allestita dai ricercatori del CRA-CMA.
Proprio in questi giorni nelle nostre zone abbiamo assistito da vicinissimo al terribile evento alluvionale che si è scatenato sulla Tuscia settentrionale, la Maremma e l'Umbria occidentale cercando nel nostro piccolo di stimolare una forte operazione informativa e preventiva.

La consapevolezza del fortissimo impatto socio-economico e, più in generale, umano (a tutti i livelli) che la meteorologia come scienza ha da sempre su tutte le attività sociali, ha reso per noi ancor più ammirevole il lavoro quotidiano del CRA, espressione della scienza meteorologica e climatologica più seria che opera nel nostro paese.

Un grande ringraziamento va a tutti i ricercatori del CRA, in particolare ai nostri ciceroni Maria Carmen Beltrano e Luigi Iafrate che hanno avuto la pazienza di guidarci (per ben due volte) tra le testimonianze di questo luogo pieno di storia.

Lorenzo Dorato
a nome di tutto lo Staff di MeteoTuscia

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